Lasciati trasportare dai suoni della Lunigiana  

 

Testo del booklet

Nel corso degli anni abbiamo imparato a conoscere questa musica, ad apprezzarne l’immediata freschezza, nonostante si tratti un repertorio antico.
Siamo riusciti a coglierne le sfumature e le emozioni sparse qua e là, insomma ad amarla e a divertirci suonandola.
L’abbiamo proposta per strada, nelle piazze e sulle aie, davanti alla gente oppure solo per pochi amici. Col tempo è diventata in qualche maniera la “nostra musica”.
Così piano piano è nata l’idea di riproporla ancora una volta, cercando di eseguirla nel modo più simile a come poteva essere in origine: con una formazione ridotta e piuttosto “filologica”.
Due violini a comandare la melodia , la ghironda , l’organetto e la piva a dettare a turno fra di loro ed infine la chitarra ed il bassetto a legare ritmicamente il tutto.
Gli arrangiamenti sono volutamete scarni e la durata dei pezzi calcolata in modo tale da non infierire troppo sulla resistenza fisica dei ballerini.
Voglio ricordare che i tre balli di Zeri sono estremanente faticosi ed impegnativi, per lo meno per quanto riguarda il ruolo maschile.
Tutti i brani sono balli popolari raccolti nei territori compresi fra le valli Vara e Magra (Lunigiana) nelle province della Spezia e di Massa Carrara.
Dai più antichi: ghiga , pivata, quadriglia, ai più “moderni” : valzer, polche e mazurche.
Abbiamo poi inserito tre scottische di nostra composizione a completare il quadro coreutico.
L’aria iniziale, eseguita dalle pive, è il canto natalizio della “Pastorella” , ancora in uso a Rossano di Zeri (MS) la notte di Natale.
Infine “Adalgisiana” è una mazurca facente parte del repertorio di Dario Pietronave, “Darin de Torsa” , organettista della Val di Vara scomparso una decina di anni fa.
Ci sembrava il titolo giusto da dare a questo lavoro improntato sul ballo, un nome femminile inusuale , suggestivo , d’antan.

Mauro Manicardi